Come progettare un menu IVR efficace
Un menu IVR ben progettato porta chi chiama alla persona giusta in pochi secondi; uno fatto male lo fa riattaccare. In questa guida trovi un metodo concreto per progettare il menu IVR: scegliere le opzioni, scrivere i messaggi, gestire errori e orari e provarlo prima di metterlo in linea.
Come scrivere i messaggi dell'IVR: frasi brevi e azione dopo
Il testo del menu si ascolta una volta sola, quindi va scritto per l'orecchio. Frasi corte, parole comuni, una informazione per frase. Evita sigle, nomi di reparti che il cliente non conosce e premesse lunghe prima delle opzioni.
Una regola utile riguarda l'ordine delle parole: prima il motivo, poi il tasto. «Per l'assistenza tecnica, premi 2» funziona meglio di «Premi 2 per l'assistenza tecnica», perché chi ascolta riconosce prima il suo caso e solo dopo deve ricordare il numero. Con l'ordine opposto, dovrebbe memorizzare ogni numero in attesa di sapere a cosa serve.
Il messaggio di benvenuto deve essere breve. Il nome dell'azienda e, se serve, una frase su cosa trovare: le opzioni arrivano subito dopo. Avvisi promozionali, consigli sulla privacy o descrizioni dell'azienda all'inizio del menu allungano l'attesa di chiunque, anche di chi chiama ogni settimana.
| Da evitare | Meglio |
|---|---|
| «Benvenuto nel servizio clienti di Rossi Srl, azienda leader dal 1985 nella distribuzione…» | «Benvenuto in Rossi Srl.» |
| «Premi 1 per l'ufficio ADV» | «Per lo stato di un ordine, premi 1» |
| «Per assistenza, informazioni, reclami, resi o altre richieste premi 2» | «Per un reso o un reclamo, premi 2» |
| «La tua chiamata è importante per noi» ripetuto prima di ogni scelta | Un solo benvenuto, poi le opzioni |
Gestire errori, silenzio e nuovi tentativi: i fallback del menu
Una parte dei chiamanti non premerà il tasto giusto, o non premerà nulla. Succede a chi chiama dal cellulare con il telefono all'orecchio, a chi è in auto, a chi non ha capito le opzioni. Un buon progetto decide in anticipo cosa succede in questi casi, invece di lasciare che la chiamata si chiuda.
Gli elementi da progettare sono quattro: quanti secondi aspettare un tasto dopo la fine del messaggio, quanti tentativi concedere, cosa dire dopo una scelta non valida e dove mandare chi, alla fine, non ha scelto. Un'attesa troppo breve interrompe chi ci sta pensando; troppo lunga lascia in silenzio chi non ha capito. Qualche secondo, provato sul campo, è di solito il compromesso giusto.
Il messaggio di scelta non valida non deve limitarsi a «scelta non valida». È il momento di ripetere le opzioni in forma breve, perché chi ha sbagliato probabilmente non le ricorda. E chi non preme nulla non dovrebbe essere chiuso fuori: è più utile mandarlo a un operatore o a una coda generica.
- Attesa del tasto: abbastanza per decidere, non tanto da sembrare una linea caduta.
- Tentativi: uno o due in più di solito bastano.
- Messaggio di errore: ripete le opzioni, non solo segnala l'errore.
- Nessun tasto premuto: porta a una destinazione utile invece di chiudere.
- Messaggio di congedo: dice cosa fare dopo, per esempio richiamare o scrivere.
Orari di apertura, festivi e messaggi fuori orario
Un menu che propone «premi 2 per parlare con un consulente» alle undici di sera fa perdere tempo e crea frustrazione. Il menu dovrebbe sapere quando l'azienda è aperta e comportarsi di conseguenza: fuori orario dire chiaramente gli orari e offrire un'alternativa concreta.
Le alternative più utili sono un messaggio con gli orari e il sito, la possibilità di lasciare il numero per essere richiamati, oppure un assistente automatico che risponde alle domande frequenti. Per le urgenze, se il servizio lo prevede, un'opzione verso il reperibile.
Non dimenticare festivi, ponti e chiusure estive: sono i giorni in cui un menu dimenticato in modalità «aperto» genera più chiamate senza risposta. Con le condizioni orarie definisci gli orari una volta e li applichi a più menu; nella guida sugli orari e festivi del centralino trovi come organizzarli.
Dopo il tasto: code, attese e passaggio all'operatore
Il lavoro del menu finisce quando la chiamata arriva a destinazione, ma l'esperienza del cliente no. Se il tasto porta a una coda, il progetto del menu deve tenere conto di cosa succede dopo: il messaggio di benvenuto della coda, la musica, gli annunci di posizione e cosa accade quando l'attesa si allunga.
Evita i doppi benvenuti: se il menu ha già salutato il chiamante, la coda non ha bisogno di ripetere «benvenuto in…». Un breve messaggio prima del trasferimento, come «ti passo l'assistenza tecnica», conferma la scelta e riduce l'incertezza.
Per le attese lunghe, prevedi un'uscita: proporre di essere richiamati, mandare la chiamata a un'altra coda o a un assistente automatico. La guida sulle strategie delle code di chiamata spiega come distribuire le chiamate tra gli operatori, e quella su come ridurre le chiamate perse raccoglie le uscite più efficaci.
Domande frequenti
Quante opzioni deve avere un menu IVR?
Come indicazione pratica, da tre a cinque opzioni per livello e non più di due livelli. Oltre questo limite chi ascolta fatica a ricordare le scelte. Se le richieste sono molte, conviene raggrupparle per destinazione o usare un risponditore AI.
Cosa scrivere nel messaggio di benvenuto di un IVR?
Il nome dell'azienda e subito dopo le opzioni, ognuna con il motivo prima del tasto, per esempio «per un ordine, premi 1». Lascia fuori promozioni e descrizioni: allungano l'attesa di tutti i chiamanti.
Cosa succede se il chiamante non preme nessun tasto?
Dipende da come è configurato il menu. Un buon progetto prevede una destinazione per chi non preme nulla, per esempio un operatore o una coda generica, invece di chiudere la chiamata dopo i tentativi.
È meglio registrare i messaggi o usare la sintesi vocale?
Una voce registrata da una persona dà un tono più personale, ma ogni modifica richiede una nuova registrazione. La sintesi vocale permette di cambiare il testo in pochi secondi e di mantenere la stessa voce su tutti i menu, cosa utile quando aggiorni spesso orari e opzioni.
Ogni quanto va rivisto un menu IVR?
Ogni volta che cambiano reparti, servizi o orari, e comunque a intervalli regolari, guardando i report e chiedendo agli operatori quali chiamate arrivano nel posto sbagliato. Togli anche gli avvisi temporanei non più validi.